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THE LAND IN BETWEEN

The land in between
(2020-2021)

Fra la valle del Serchio e la Versilia, le Alpi Apuane si ergono in tutta la loro imponenza a due passi dal mare.
Profili aspri e vette aguzze fanno da spartiacque tra il lusso vacanziero della costa e i resti della cultura contadina alle sue spalle.

Tra queste montagne si combatte una feroce e impari battaglia quotidiana tra l’uomo e la natura: il primo, che si appropria di tutto ciò che la natura gli offre, la seconda invece, che lentamente cerca di riprendersi i propri spazi.
Sono montagne uniche nel loro genere, dove il fitto verde dei boschi viene bruscamente interrotto dalle enormi colate bianche di detriti delle cave di marmo. Rilievi divenuti talmente singolari che possono essere paragonate ad una gigantesca opera di land art, montagne scolpite dal lavoro dell’uomo.

Le Alpi Apuane vengono, difatti, soprannominate “le montagne che scompaiono”. È una terra che oscilla spaventosamente fra la sua definitiva estinzione e la sua sopravvivenza.
È un luogo in forse, in costante mutamento; talmente tanto che pare diverso ogni volta che lo si guarda.

Mi sono meravigliata guardando le immense pareti di marmo, che sembrano brillare di luce propria, mi sono sentita insignificante di fronte a questa bellezza naturale. Allo stesso tempo ho provato sgomento davanti alle enormi cascate di detriti abbandonati lungo i pendii dei monti, alle gigantesche macchine capaci di portar via tonnellate di roccia nel giro di pochi attimi, trasformandola, così di punto in bianco.
Questi luoghi sono l’emblema del totale assoggettamento ai bisogni, e più spesso ai capricci dell’uomo, il quale non si è reso conto che è proprio la natura, nella sua autenticità, ciò che gli serve per vivere e prosperare.

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